venerdì 18 luglio 2008

Vintage

Mi son vestita per te
e non sei venuto
trasparente la striscia
che separa Israele da Palestina
veli neri di vedova bianca
candida neve striata d'azzurro
al centro l'ombelico del mondo
tacchi a spillo a cucire trame.
Mi son spogliata da te
e non sei passato
avvolta in membra di terra promessa
del manto accolto lembo raccolgo
taglio purezza sbieco malizia
tessuto dal destino ordito
tra le pieghe parole imbastite
sull'orlo bave di seta.

Fantasma nel vento

Le rime d'un fantasma nel vento
da non confondersi 
con altre cento
m'invogliano con entita' 
a poetare
non v'e' istmo che separi 
dal mare

Senza presenza equivale 
ad assenza
senza mancanza 
non v'e' essenza
senza e' uguale a vuoto insieme
ove si spense luce di speme

Vedo non vedo spii da lontano
la curva di volo del cormorano
dorso inarcato l'ala ardita
solo chi osa v'immerge le dita.

Mondo bambino


Conosco un bambino 
da proteggere.
Ha paura del buio. 
Lo sguardo vago.
Una spina nel cuore. 
Il suo nome? 
Mondo.

giovedì 17 luglio 2008

Che ne sai?

Che ne sai tu di una vita di ruffiani
di gente immonda cosi' infame
che vive solo dietro le sue trame
da elemosinare ossi come cani
Che ne sai tu 
che vivi nel decoro
oltre una famiglia borghese di facciata
eletta a vile 
ipocrita barricata

fregiandoti di valor civile similoro
Che ne sai tu di zingare impronte
di nomadi bambini figli di un dio minore
al prezzo di mercato virgineo plusvalore
a padri in leasing macchie di purezza pronte
Che ne sai tu di chi sopravvive agli stenti
con l'affanno del giungere a fine mese
sogni a rate cambiali di utopie senza pretese
voti di scambio proni a dichiarazioni d'intenti
Che ne sai tu di scrittrici pietre nelle tasche
di montagne terroriste seppellite da risate
di mari genovesi testimoni di retate
pesci rossi divorati da piranha nelle vasche
Che ne sai tu di occhi d'antilope nel deserto
predone assetato all'oasi del guizzo animale
illuminato da una verita' sacrificale
hai trovato la tua risposta a cielo aperto.

mercoledì 16 luglio 2008

Se


Se dietro ad ogni atto di terrorismo si celasse un amore mancato, ebbene sarei terrorista.
Le parole come armi, roba greve da Subcomandante, rasoiate alla Cyrano, note ebbre alla Guccini, e talvolta di Rossana, l'eterea fanciulla lieve innamoratasi coi versi.
Se l'amore fosse un fatto rivoluzionario, amore come anarchia, all'amore come alla guerra, osannerei i ribelli e accuserei i disertori.
Se il sesso evocasse sonata e magia, tantra e misticismo, tenero e selvaggio quale fiore cresciuto nel deserto, mai darei perle di sudore ad abbeverare porci.
Se aggrappati alla vita bastasse attaccarsi a capelli, ogni treccia farebbe scalino, una coda fluente cavallo, e quei nodi rifugio di tregua nido d'amore trovato.

venerdì 11 luglio 2008

Bufale e bufali

In Rete da anni circolano le cosiddette bufale telematiche, ossia notizie inventate e diffuse come se fossero vere, pure le piu' assurde, che gli utenti fanno circolare sino a renderle credibili, in una sorta di rito collettivo orgiastico dalla parvenza di tam tam tribale.
Famosa e' ad esempio la storia dei gatti bonsai, ovvero piccoli mici custoditi in vasi di vetro come velieri in bottiglia.
Oppure quella del cane randagio all'esposizione d'arte di un paese sudamericano, legato alla catena e lasciato morire di fame e di sete.
Altrettanto celebre altresi' e' il sito di Paolo Attivissimo, che puntualmente da anni raccoglie e smentisce tali pseudo notizie dimostrandone l'infondatezza, in nome della controinformazione e della libera corretta informazione anti bufala.
Chi ben conosce i meccanismi di trasmissione del passaparola su Internet e sui media - l'ha detto la Tv o l'ho sentito al Tg - e su veline istituzionali e governative, sa come una notizia sebbene priva di fonti o documentazione comprovata, possa essere creata ad arte e trasmessa fino ad autoconvincersi e convincere gli altri che sia vera e reale senza alcuna ombra di dubbio.
Amando gli animali, ovviamente detesto chi li abbandona, maltratta, sopprime o li lascia marcire nei canili.
Ma soprattutto odio ogni integralismo che procura cecita’.
Atteggiamento negativo che talvolta riscontro anche negli animalisti, o comunque in coloro che sposano una causa come fosse la sola verita' possibile.
In Rete oltre alle bufale circolano anche i bufali.
Personaggi e figure virtuali che in cotale zoo metafisico di galline, capponi e pennuti vari, a differenza di chi verga, digita, con la leggerezza di una piuma d'oca parole, irrompono in una folle corsa da era glaciale approvvigionandosi attenzioni e cibo senza curarsi degli altri e distruggendo l'ecosistema esistente.
Sono i vandali delle comunita' online, prolificanti soprattutto nel periodo estivo, che spulciandosi a vicenda nella calura pidocchiosa spadroneggiano refrattari ad ogni regola di convivenza civile.
Proprio come accade nella vita reale, ove la legge non solo non e' uguale per le quattro piu' alte cariche dello Stato, ma neppure per la gente cosiddetta normale, nonostante norme e codicilli.
In questo condominio chiamato Paese ogni abitante anche di nuova generazione impara ben presto la differenza tra testi di scuola, regolamenti, editti costituzionali e realta'.
Tutto il resto rimane carta scritta - dieci piani di morbidezza - e utopia.
In ogni luogo in cui vige e vince prepotenza, arroganza, supponenza, al posto di ragione, intelligenza, sensibilita', porgere le proprie scuse di tardivo pentimento e’ come entrare in una moschea senza levarsi le scarpe per poi pronunciare un pardon d'occidentale maniera.

venerdì 4 luglio 2008

Ombrelloni

Sotto l'ombrellone vi racconto una storia.
C'era una volta lo Statuto dei Lavoratori.
Poi vi era la Scala Mobile.
E infine il Paniere dei beni indispensabili dai prezzi calmierati.
Un brutto giorno arrivarono i Bravi dei Sindacati.
Svendettero Scala Mobile e Paniere in cambio di ministeri, poltrone da sindaco, azionariato e finanziamenti da partiti, aziende, cooperative.
Dopo di che giunsero i Mago Merlino di Sinistra.
Estraendo il coniglio dell'euro dal cappello tricolore, e segando con la scatola magica della Tv le gambe allo Statuto dei Lavoratori, riducendolo a Statuto dei Precari.
Ultimi vincitori di cappa e spada e tiro con l'arco, furono i Lanzichenecchi di Destra.
I quali dichiararono guerra mediatica a barbari, zingari e fannulloni.
Col plauso della regina Confindustria, che in periodo di recessione non aveva piu' bisogno di schiavi.
Dopo sei mesi di battaglia su quotidiani, televisioni, radio, il popolo si convinse che se proprio doveva nuotare nella melma, tanto valeva affossare tutti, e invece di chiedere pane s'accontento' dell'eletta brioche siliconata e geneticamente modificata.
Col risultato che la gente pur non avendo piu' lavoro sicuro e tanti precipitando da impalcature o arsi vivi nei roghi delle fabbriche, si sentiva comunque tutta uguale nei miseri salari e nel digitale terrestre.
Mai domandandosi se fosse peggio lo scippo di un borsellino, o un borsellino vuoto scippato dai propri governanti, padroni, banchieri, finanziarie, supermercati.
La gente lavorava sino a dieci ore al giorno, anche in malattia pena la decurtazione dello stipendio, cosi' come era accaduto con sommo gaudio popolare ai fannulloni servi del Re.
La prole cresceva sempre piu' abbandonata a se stessa ma in compagnia di Internet, cellulari e cocaina.
Le famiglie si raccoglievano alla sera intorno al desco famigliare ed alla divina Sky in silenzio e riverenza devota.
Sognando una moglie filiforme e soda senza emicrania, o un marito virile non stressato facente funzioni coniugali. 
Oppure una figlia velina o un figliolo calciatore, educati fin da bambini alle Nike in cambio di ruffiane moine.
E mentre la pubblicita' all'ora dei pasti propinava pomate per emorroidi e secchezza vaginale, pannoloni per incontinenti, soluzioni asettiche per dentiere, clisteri, cataclismi, gargarismi, il popolo viveva felice e contento sull'Isola che non c'e'.
Frattanto il Re Nudo gioiva e godeva delle pozioni magiche elargite ai suoi sudditi, votanti ed elettori.

mercoledì 2 luglio 2008

In Italia

Sto soffocando in questo afrore di paese marcescente, se continuo cosi' ci lascio le penne, non intendo vitali bensi' neurali.
Se incontrassi oggi uno che mi dice ti porto via, nemmeno gli domanderei dove e in cambio di cosa.
La nausea e' assoluta e ormai refluisce in un rigurgito acido come il latte cagliato.
Non si pensi comunque che se al governo abbiamo gli schedatori di bambini, nelle amministrazioni di fazione opposta accada di meglio, anzi.
Fanno scandalo le schedature Rom ma almeno sono gratuite, invece nelle case popolari succede che tanti pagano affitti irrisori lavorando in nero, comprando moto, costose auto e abbonamenti a Sky, con buona pace di chi paga le tasse, lavora in regola, mantiene la prole, non disturba il vicinato, e paga un affitto corrispondente a meta' del proprio reddito.
Sto scrivendo di extracomunitari e Rom?
Affatto, mi riferisco ad italiani nostrani, assistiti e beneficiati dalla politica sinistrata pelosa e ipocrita, peggio della Democrazia Cristiana di vecchio stampo.
E il bello della diretta e' che poi le votano pure contro.
Mentre la gente corretta e onesta nessuno la tutela.
E' la democrazia bellezza, ove vince la maggioranza, anche se conclamata di fessi, nei condomini come ai governi, col beneplacito di entrambe le fazioni politiche.
E chi non arriva all'ultima settimana del mese non resta che consolarsi con un orgoglione od una velina.

martedì 1 luglio 2008

La societa' dei magnaccioni

A tavola, commentavo con mia figlia le notizie del telegiornale piu' interessanti.
Come l'auto del Principe Tampax, mentre a Roma non funzionano gli ascensori delle case popolari causa pignoramento all'Ente.
Sicche' mi domandavo come si possa ancora vivere in un simile Paese, allo sfacelo e sFascio totale.
La mia figliola sedicenne, candidamente e lucidamente mi ha fornito la risposta illuminante: 
- Mamma, finche' c'e' la fila alla selezione delle veline e le famiglie le sostengono, si vede che vogliono farsi mantenere e arricchirsi sulle figlie -.
Ecco, siamo un popolo di magnaccia, governati dall'Eletto Sir Magnaccia.

Non puede

Ebbene si' lo confesso, a me dei Di Pietro, Veltroni e Grillo in vacanza in Costa Smeralda frega niente. Considerato che nessuno mi paga affitto, scuola, sanita', ne' tantomeno vacanza.
Si fa presto a fare i giusti con la pancia piena.
Con la differenza che i loro figli pure con la testa vuota hanno universita', promozione, lavoro garantito e vacanze premio.
I figli della povera gente invece devono lottare ogni giorno per guadagnarsi un pezzo di carta inutile e un lavoro schifoso, il mare lo vedono solo in cartolina o i piu' fortunati su Internet.
Ieri ho portato il micio dal veterinario per la vaccinazione, il dottore che sempre si informa sui progressi scolastici di mia figlia le chiede:
- La mamma e' stata generosa con te per la promozione? - 
E lei ha risposto con un sorriso imbarazzato: 
– Non puede –. 
Ecco appunto, non puede fa venire voglia di spaccare tutto, televisori, palchi, aule di tribunali e teste incluse, e di augurare ai tanti una vacanza in Siberia senza biglietto di ritorno.
E' proprio vero che la rivoluzione la fa chi non ha nulla da perdere.