lunedì 29 settembre 2008

Capitano di polizia

Malalai Kakar, capitano di polizia, dirigeva il Dipartimento per i reati sessuali a Kandahar in Afghanistan.
Quarantenne, da due anni aveva rinunciato al burqa, vivendo pressata da continue minacce di morte provenienti dall'integralismo religioso. 
E' stata crivellata di colpi davanti a casa mentre usciva per recarsi al lavoro, ferito gravemente uno dei suoi sei figli, entrambi bersagli di un commando di talebani. 
Recentemente in un'intervista Malalai Kakar aveva dichiarato: 
- I crimini alle donne sono reati su cui i miei colleghi maschi non vogliono investigare. 
Ricordo di quella volta che scoprii una donna e sua figlia incatenate al letto. 
La donna era vedova e i familiari l'avevano passata in moglie al cognato, che pero' l'aveva legata al letto per dieci giorni a pane e acqua. 
Ho liberato molte donne dalla schiavitu' dei loro uomini, e questo mi e' valsa una certa notorieta' tra le donne che mi amano, e mi fanno sentire forte contro le minacce di morte -.

sabato 27 settembre 2008

Scuola di vita

Caro professore ti scrivo, per insegnarti qualcosa sulla vita, che va oltre a nozionismo, didattica, istruzione. 
Devi sapere che i ragazzi non sono tutti uguali, cosi' come i professori, e che ogni studente e' una persona mai un numero, ognuno caso a se'. 
Non so se tu abbia figli e come li educhi e cresci, ma non tutti i giovani sono servi delle mode, del grande fratello, dell'alta velocita', di drink e cocaina. 
Vi sono ancora ragazzi che studiano e lavorano, e per non addormentarsi sui banchi bevono caffe', non per sfizio o vizio per pagarsi le Nike, ma per bisogno, necessita', sopravvivenza. 
Se vogliono studiare devono comprarsi libri, quaderni, pennelli, poiche' non tutti sono figli di professori e tanti non vivono in famiglie composte da madri e padri, spesso e volentieri cornuti, ma comunque solidali nel mantenimento della prole. 
Ora, se tu caro professore non comprendi quanto, probabilmente hai sbagliato mestiere, pardon professione.
Allora inutile che voti progressista, che fai sciopero per la riforma della scuola, che lamenti uno stipendio da fame, che ti poni ai tuoi studenti quale docente. 
Se ancora nel mezzo del cammino nessuno ti ha spiegato la scuola della vita, te la insegno io. 
Col giudizio finale, bocciato.

Amicizia

Se l'amicizia e' bene inestimabile, comporta custodia, difesa, protezione, di un sentimento tanto nobile quanto raro. 
Amicizia pura disinteressata priva d'alcun fine, scevra da opportunismi, morbosita', possessivita'. 
E' possibile l'amicizia fra uomo e donna? 
Si', se trasparente, chiara e schietta come un buon boccale di birra, senza mai mischiare ormoni a umori. 
E' possibile l'amicizia tra donne? 
Certo, se non entrano in gioco invidie, gelosie, competizioni, a disputarsi un caporale o un uomo. 
Si parla spesso di violenza maschile, ma troppo poco di quella femminile - delle donne sulle donne - assai piu' infida e velenosa quale serpe che s'insinua in seno pronta a mordere.
Mentre gli uomini - e non le stelle - stanno a guardare, ignavi, inetti, impotenti. 
Amicizia significa aver cura, preservare le fragilita' dei propri amici, in virtu' di conoscenza, confidenza, condivisione, che portano a scegliersi e ad unire piu' anime. 
L'amicizia la si misura col tempo, in costanza, a distanza. 
Il tradimento di un'amicizia e' forse peggiore di quello d'amore, poiche' viene a mancare non solo un patto di lealta', bensi' l'anelito a sentimenti e mondi altri e oltre. 

- Tutti abbiamo incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di 'riconoscimento' che avrebbe potuto essere l’inizio di un'amicizia. Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutto intorno... e non sapremo mai. - 
(Pam Brown) 

- Io ti chiesi perche' i tuoi occhi si soffermano nei miei come una casta stella del cielo in un oscuro flutto. Mi hai guardato a lungo come si saggia un bimbo con lo sguardo, mi hai detto poi, con gentilezza: ti voglio bene, perche' sei tanto triste. -
(Herman Hesse)

venerdì 26 settembre 2008

Ani

E' in uscita a breve, nel mese di ottobre, il libro di Ani Choying: 'La mia voce per la libertà', traduzione di Anna Pardo, edizioni Sperling & Kupfer. 
Narra la storia di una bimba che si fece monaca buddista, l'infanzia in Nepal, le violenze del padre, la fuga in monastero.
Oggi una donna che si batte per i diritti delle donne, musica e liberta' attraverso quel canto che, iniziato dai mantra, s'e' tramutato in voce come strumento di lotta.

- E' una storia che conosco bene: sono una di loro. -

- L'uccello che vola via non rinuncia alla gabbia, se ne va in un volo gioioso. - 

(Ani Choying)

giovedì 25 settembre 2008

C'e' tempo

Premonitore chi scrisse che siamo condannati a morte. 
Ogni giorno che passa e' un tempo regalato. 
Una volta il miracolo era l'accadere d'un avvenimento, oggi si ringrazia il cielo che non sia successo niente.
Colgo piu' perle di saggezza nei cosiddetti folli, quelli veri, che da sedicenti pazzi o saccenti savi. 
In attesa in un luogo, non importa il dato bensi' l'evento, un uomo dall'aspetto dimesso un poco strano - cio' che i servizi sociali collocherebbero nello status di 'disadattato' - scandendo le parole lentamente, poiche' evidentemente per lui le parole hanno ancora un suono musicale, mi guarda e dice: 
- Ci rubano i soldi e ora anche il tempo, la sola cosa che ci e' rimasta -.
Un autentico filosofo. 
Perla rara in quanto oggidi' s'esprime, nella prosopopea cacofonica di parole, termini eruditi, citazioni, oscenita', banalita'.
Un archetto sa far vibrare quale chiave di violino, ma quando s'ode siffatta sinfonia, s'avverte allora l'esistenza di Dio. 
Si puo' conversare di politica, del governo, sempre ladro, chiacchierare sull'abbandono dei cani e mai smarrirne le relative feci, che col Dna ora t'arriva la multa a casa.
Si puo' disquisire sulle pubbliche amministrazioni, dal divieto dei tacchi a spillo si giunge all'ufficio in ciabatte, considerati gli aumenti contrattuali prossimi decretati dai ministri lillipuziani.
Si puo' scornarsi come nell'arena - in quel di Verona - senza se e senza ma nel leggere delibere che vietano ai missionari di Nigrizia di esporre bandiere arcobaleno al passaggio della Carovana della Pace; d'altronde i tori vedono rosso dappertutto. 
Si puo' parlar d'amore, auspicando in eta' matura a modi consoni e toni pacati, nella consapevolezza che non si vive piu' l'epoca prepuberale di Furia cavallo del West e Padre Ralph di Uccelli di rovo. 
Altresi' si puo' non comunicare, ossia limitarsi al dirsi: che tempo fa? 
Io comunque preferisco: che tempo e'? 
Inventato, custodito, preservato, finora. 
Scruto il telefono con ansia e angoscia.
C'e' tempo.

martedì 23 settembre 2008

Tea party

Siamo tornati entrambi alla memoria, d'infanzia e poi storica. 
Ne e' valsa la pena vestirsi, pettinarsi, profumarsi, come ad un appuntamento amoroso, oramai fisso.
Se in seguito avro' meno tempo, non manchero' comunque al leggerci, allo scriverci. 

Conosco gia' la domanda: perche' qui?
Perche' qui siamo io e te. 
A volte il sole scompare a volte riappare, un piccolo raggio puo' scaldare assai piu' d'un braciere. 
Ora, mettiamo a bollire l'acqua per il the.

Squola

Ho sempre odiato il grembiule col fiocco rosa caramellato. 
La mia carriera scolastica ha inizio dall'asilo, non mi piacevano le suore, il minestrone, i filmini sui santi, la stanza dei giocattoli aperta solo per la foto di rito annuale. 
Trascorso l'anno autistico da moschina in balia delle vedove nere spose di Cristo, e promossa alle elementari, mi risuona ancora in testa una tiritera: ale' ale' Cassanelli sul bidet, valla a capire la psiche infantile povero compagno Cassanelli... 
Le medie le ho passate impegnandomi a studiare tette e brufoli, strizzando a volte gli uni a volte le altre, poi finalmente alle superiori sviluppandomi da brava bambina in cattiva ragazza da otto in condotta. 
Erano gli anni Settanta, tempi non di bullismo ma di rivoluzione almeno sognata, per cui il giudizio sul comportamento era esponenziale al livello di ribellione. 
Ho incontrato maestre e professori buoni e cattivi, insegnanti bravi e inetti, chi in classe leggeva il giornale o chi si grattava i gioielli sbirciando le cosce delle alunne, qualcuno mi ha fatto amare l'italiano e taluno odiare la matematica. 
Ho seguito gli studi dei miei figli con gli stessi programmi di allora mai aggiornati; la storia ferma sempre alla seconda guerra mondiale nonostante ulteriori sessanta anni non narrati; le scienze odierne ammiccanti al sesso; l'inglese dalla cadenza partenopea; un'informatica da copia e incolla. 
La scuola mi ha reso il piacere del leggere e dello scrivere, massimo risultato didattico non essendo riuscita a farmi odiare poeti e poemi; a far di conto a quanto pare sono ancora insufficiente dato che i conti non mi tornano mai. 
Ironia della sorte son finita a lavorare coi numeri.  
Se ieri educazione corporea era portarla a casa nauseata dai gabinetti maleodoranti della scuola, tuttora risulto assente giustificata quando devo svuotare l'anima nel cesso. 
Intervallo.

lunedì 22 settembre 2008

Monna Risa

Dall'orlo della tela 
me la godo 
ben oltre sincrasia 
umana follia 
appar strana diranno  
capelli frammisti a riso 
quale sposa 
Se t'avvicini a te soltanto 
a te ammicco col sorriso 
rotolando srotolando 
pergamene codicilli 
vinci l'enigma 
d'ilare gioconda.

domenica 21 settembre 2008

Lieve carezza


Struggendosi 
da distanze infinite 
siamo la nostra 
tenerezza 
negli occhi persi sudati 
cerchiati in orbita 
come non leggerci dentro 
fra mille parole vergate 
muti spiandoci 
ebbri d'amor 
lievi senza sfiorarsi.

Conchiglie

Sorrido quando mi domandano di sogni e desideri. 
Possiedo un distacco dai bisogni effimeri stile zen. 
Sebbene che di qualcosa avrei bisogno pure io. 
Ad esempio un check up amorevole non invasivo e gratuito. 
Oppure di libero arbitrio su se e come curarmi dall'amore o eutanasia. 
In fondo rischio il mio cuore, agli altri basta una liberatoria. 
In alternativa un anno in Tibet, sabbatico e terapeutico. 
Un uomo che mi dorma un mese accanto senza chiedere niente. 
Una vita dignitosa, un paese onesto, amici leali, amori non conigli. 
Utopia. 
Inutile nuotare contro, lasciarsi trasportare dalla corrente e nel gorgo, scivolarsi giu'. 
Sulla riva una conchiglia.