mercoledì 27 maggio 2009

Au prochain

Prima di partire, e' conveniente per scaramanzia, provvedere ai lasciti. 
I miei libri, bambole, presepi, ai figli - i miei tesori. 
Il micio rosso all'amica cara. 
La collana di perle a chi la trova, sempre m'accompagna. 
Rimpianti alcuno, coi se e coi ma non si fa la storia. 
Rimorsi nulla, mi corico ogni notte pulita. 
Rancori niente a nessuno, la vita riserva gia' quanto. 
Ho avuto ho dato, amato riamata, odiata e odiato. 
L'indifferenza ai tanti. 
Il perdono agli inconsapevoli.
L'epitaffio ai posteri potrebbe essere: 
- Voleva volare senza rete - .

Commiato di Giuseppe Ungaretti 

Gentile Ettore Serra 
poesia è il mondo
l'umanità la propria vita 
fioriti dalla parola 
la limpida meraviglia 
di un delirante fermento 
Quando trovo 
in questo mio silenzio 
una parola scavata 
è nella mia vita 
come un abisso 
(Locvizza, il 2 ottobre 1916 - da L'Allegria, Il porto sepolto)

lunedì 25 maggio 2009

Dotti medici e sapienti

Non apprezzo il sensazionalismo, lo scandalistico, chi sfrucuglia nel privato, e' troppo facile, sa di propaganda politica, e non di vero giornalismo, e' un unirsi al coro, mi domando sempre a chi fa pro, vale per la destra come per la sinistra, le battaglie si fanno sui contenuti politici, non sui rotocalchi di gossip.  
Si scaglia la prima pietra e si nasconde la mano, scrivendo cio' per cui pagano, e per cio' che si vuol far leggere. 
Non si possono basare le campagne elettorali sugli scoop pruriginosi contro gli avversari.
Suppongo che la pensino cosi' anche i tanti italiani, ai quali preme piu' la disoccupazione, la crisi economica, i morti sul lavoro, il carovita, la legalita', ossia gli interessi pubblici dei cittadini che quelli privati dei politici.
Se bastasse una storia peripatetica a salvare l'Italia, ci farei una croce e una firma. 
Il resto e' solo bigottismo, finto moralismo, accade sovente nelle famiglie, e nessuno si scandalizza, per interesse ed opportunismo, indi per cui un'intera Italia malata? 
Dopo il giuramento di Ippocrate, un'ipocrita sessuofobia. 

- Si e' cosi' resi ciechi alla realta' dalla finzione in cui si crede.- 
 (L'esercizio dell'autorita' da Avere o essere? di Erich Fromm)

Al me speculare

Giornata torrida interminabile. Raccolgo le ultime forze e scrivo al me speculare. 
Lo sto osservando da lontano, in disparte, e non lo vedo sereno, felice. Come canterebbe Vasco sei nervoso, e non sai perche'. 
Forse io so il motivo, e te lo scrivo. 
S'e' un po' spenta quella luce dentro te e che illuminava gli altri, la tua gentilezza, cortesia, burbera tenerezza.
Noto risposte scostanti, quasi sprezzanti, e cio' mi procura una punta d'insofferenza, o almeno lascia una traccia d'amarezza, di tristezza. 
Dov'e' finito quel me speculare gioioso, speranzoso, pudico e intrigante? 
Ci siamo tenuti per mano, e le idee rifulgevano, in un vortice d'energia, bramosia cerebrale intellettuale, forse dopo tanto tempo uno sprazzo d'utopia. 
Poi ti sei omologato, livellato verso il basso, probabilmente per non perdere consensi, consenzienti.
Smarrendo cosi' per strada qualche amico, incalzato dalla frenesia del correre, che poi non e' altro che la faccia speculare dello stare immobile. 
Immobilismo, staticita', stagnazione. 
Ho provato a spronarti, in punta di piedi scalza a sussurrarti, non mi hai ascoltato forse non piu' udito, troppo preso dal fare, dal dire, e non dal riflettere, meditare. 
La furia, il furore sono cattivi consiglieri. 
Quale ragioniere, addetto al marketing, promoter di te stesso, lo stress avanza, rispondi ad una miriade di gente, massa, ma non comunichi. 
Stai deludendo i tuoi amici, coloro che ti vogliono bene, quelli che c'han creduto. 
Era un abbozzo bellissimo di quadro futuristico, coi colori giusti, la cornice che rifletteva quale diamante, pennellate lunghe, larghe, profonde, sentimenti affettivi, amicali, condivisione, corrispondenze d'amorosi sensi. 
Poi la catarsi. 
Non c'era piu' tempo per illuminarsi d'immenso, sei diventato un neon a intermittenza, come le lucine di natale. 
Mi rifiuto di pensare che era gia' tutto previsto, propendo a continuare a credere che ti sei solo perso, come i bambini nel bosco. 
Chi dice che l'altro 'non serve' e' chi misura soltanto il bene materiale, i prodotti, il risultato, inconsapevole che le idee, la luce, l'amore fraterno, sono tesori appartenenti solamente a quei pochi in grado di produrli, conservarli, propagarli. 
Ma oramai s'e' fatto tardi.
Signora Utopia se n'e' uscita di scena, al me speculare solitario sul palcoscenico potrei suggerire dalla buca il monologo del vai e sii felice, ma con me non puoi recitare. 
Preferisco ricordarti col sorriso d'un mistero buffo.

domenica 24 maggio 2009

Alla mia mamma

 

Per il piu' grande dono d'amore mai dato: 
la gioia d'aver sempre sedici anni :)

sabato 23 maggio 2009

Il canto dell'uccello lira

Limitare la questione politica a meri giochi elettorali, scandalistici, e' alquanto riduttivo per le ideologie, i valori, il significato stesso della politica, nell'accezione piu' nobile del termine. 
Un filo invisibile di seta rosa che cuce le pagine della storia mondiale. 
Quale giaciglio e' il tappeto verde sul quale si gioca la partita finale, la carta vincente o perdente. 
Giacche' escono come jolly tutte le variabili, probabilita', imprevedibilita', fra quanto viene professato e quanto invece occultato, consapevolmente o meno. 
Nel gioco delle tre carte, non e' dato sapere chi mischia il mazzo e che si nasconde sotto. 
Simuliamo un viaggio sull'isola che non c'e'. 
Una sorta di psicodramma collettivo, d'anarchia realizzata. 
Sull'isola vive una tribu' d'indigeni, variegata e cosmopolita, naufraghi, ex corsari, ex pirati, ex galeotti, ex ammiragli, rematori, marinai, sirene, polene, forzieri alla deriva, approdati un po' per caso, portati dalla tempesta o da Nettuno. 
Sull'isola vige un sistema autarchico, basato sulla produzione e condivisione dei beni, libero arbitrio, libero amore. 
L'esperimento d'appartenenza e comunione pare che regga la potenziale fattibilita', sino al momento della prova del fuoco, ossia il camminare a piedi scalzi sulle braci ardenti. 
Qui il gruppo si scompatta, esce l'individualita' di ciascun membro, mettendo a nudo il tallone d'Achille di un progetto politico comunitario ed esistenziale. 
C'e' chi preso dal panico, chi impotente alla sofferenza propria o altrui, chi soffia sul fuoco, chi spegne le braci, chi bara munendosi di calzari, chi fugge. 
Nessuno osa avvicinarsi al percorso incandescente. 
Tantomeno oltrepassarlo. 
Il falo' illuminato dalla luna attorno al quale si riuniva in cerchio la tribu', ballando al suono della musica tribale, appare ora quale scintilla incendiaria, capace d'ardere il sacro totem. 
Il consiglio dei saggi si riunisce, e anziche' delimitare il campo con tanti piccoli fuochi accesi a tener lontano le fiere, sceglie, decide, di compiere un sacrificio umano, atto a calmare l'ira degli dei e ad ingraziarsi gli spiriti maligni. 
Il sacro totem e' salvo. 
L'isola non e' bruciata. 
Ma e' ormai cenere un progetto politico, che richiedendo per esistere e compiersi, una vittima sacrificale, non e' eticamente, moralmente, accettabile, condivisibile, possibile. 
La tribu' continua a ballare al ritmo dei tamburi. 
L'anima si libra danzando attraverso anelli di fumo. 
Non e' soffocando il vulcano, gettando corpi lapidari nel cratere, che si evita l'eruzione. 
Le isole sono vulcaniche per antonomasia. 
Chi ne ha paura non deve vivere sulle isole. 
Non c'e' isola ove non c'e' tribu'. 
Se non deserta, abbandonata. 
Giunge solo d'eco la nota di canto dell'uccello lira.

lunedì 18 maggio 2009

Faccia libro

Sono sbarcata su Facebook due mesi fa chiedendomi a che serve, e ho trovato la risposta: a niente. 
Il vero problema non e' la liberta' di parola, ma avere qualcosa da dire. 
Se leviamo dotti medici sapienti, senzienti e consenzienti, Facebook pare solo una gabbia dorata un po' piu' ampia. 
Pappagalli, cinciallegre, merli, piccioni viaggiatori,  qualche solitario rapace, el condor pasa... 
Pesci palla che spiccano il volo dall'acquario alla voliera. 
I cardellini impazziscono in gabbie ristrette cosi' cantano e ricantano, per quello li rinchiudono. 
E' la differenza tra il profumo del bosco e l'odor di fritto del condominio. 
Un gabbiano deve librarsi sull'oceano, non sprofondare in un mare incatramato.
Molto meglio sfogliare un bel libro o guardare un dipinto.

domenica 17 maggio 2009

Appuntamento mancato

Doveva essere una domenica diversa. Ma si vede che doveva andare cosi'. 
La vita insegna ad essere fatalisti. L'amicizia tradita lascia sempre l'amaro in bocca. 
Se la casa crolla e' perche' le fondamenta sono marcie. Probabilmente sono piu' importanti altre cose. 
Oggi si mette un punto, che doveva essere un cerchio. 
Domani e' un altro giorno. 
E si volta pagina. 
Dovevo, volevo esserci. 
Ma qualcuno o forse il destino, maligno, ha mischiato le carte. 
Forse nella folla qualcuno per un attimo, sentira' un'assenza, una piccola fitta al cuore, alla coscienza, o forse no, come gia' accaduto. 
Si doveva partire da qui, e invece e' il punto d'arrivo. 
Non esserci oggi significa non esserci mai piu'. 
Poiche' era un appuntamento atteso, costruito un po' assieme, la rampa di lancio. 
Peccato, poi disatteso. 
Ognuno traccia la propria strada, storia, cammino. 
Si perdono compagni di viaggio nel tragitto. 
Talvolta quale zavorra, vuoti a perdere. 
Senza rancore - da un pianeta lunare d'infinita tristezza - l'augurio affettuoso e amicale di non mancare all'appuntamento della vita piu' importante. 
Con la felicita'.

sabato 16 maggio 2009

Me pone la piel de gallina

Quiz: 

Perche' la gallina ha attraversato la strada? 

Noam Chomsky: 
La rete stradale e' una gallina megagalattica. 
Attenzione, animali domestici vaganti. 



Ernesto Che Guevara: 
Posso dubitare della gallina mai delle idee. 
A meno che non siano idee di gallina. 

Lupo Alberto: 
Amo la gallina perche' rimane pennuta utopia. 
E nessuno puo' rubartela. 

Subcomandante Marcos: 
Mi tengo la mia strada, la mia selva, la mia pipa, e vi lascio la gallina. 
Che Durito spiuma via. 

Esopo: 
Il dado e' tratto, chioso' la gallina in brodo. 
Morale della favola: risposta giusta. 

Avete vinto una gallina.

venerdì 15 maggio 2009

La mia bimba

La mia bimba col dito ha raccolto una lacrima. 
E mi ha dato un bacino. 
Poi l'ho sentita parlottare, diceva ora ho da studiare, ma posso essere piu' presente, tenere ordinata la mia stanza... 
Ecco cosa tira su di morale una mamma. 
Qualsiasi cosa accada, i figli sono la sola linfa. 
E cosi' mi sono ricaricata d'energia. 
Qualcuno c'e' a volerci bene. 
E loro non ci abbandonano, cosi' come non abbandoniamo mai loro. 
Questi sono i veri tesori della vita. 
Non ci sono affetti, amori, amicizie, che reggano al confronto.
Un figlio e' per sempre. 
Grazie, piccola figlia, che mi hai fatto da mamma.

Femminile singolare plurale

Roxana Saberi, la giornalista arrestata dal regime iraniano e in un primo momento condannata a morte con l'accusa di spionaggio, lascia l'Iran e si reca in Austria supportata dai famigliari. 
Aung San Suu Kyi, leader democratica e premio Nobel per la pace, nonostante sia gravemente malata viene condotta in carcere rischiando di essere incriminata, per l'intrusione di un americano che l'ha raggiunta a nuoto nella casa dove e' tenuta in isolamento da sei anni. 
Donne, sempre donne a pagare. 
L'oscurantismo si abbatte quale scure proprio sulle donne condannate a morire per dar luce ai figli. 
Gli uomini e le donne hanno concetti diversi di genere. 
Per l'uomo la verita' e la liberta', finiscono dove comincia il suo regno. 
Per la donna la verita' e la liberta', iniziano dove termina il regno dell'uomo.
Sono battaglie epocali, che non possono vedere uniti uomini e donne, almeno finche' non ci si libera dalla propria verita' sessuata. 
L'uomo ha un'immagine della donna o angelica, legata alla purezza, trasparenza, sottomissione a geisha, o demonizzante, connessa alla lussuria, serpente biblico, amazzone. 
La donna ha una visione dell'uomo di condottiero, romantico eroe da tempi moderni, o uomo qualunque, pusillanime senza capacita' di discernimento. 
Ovviamente entrambe le proiezioni sono falsate, tarate sempre su differenze di genere, paragoni e paradigmi con uomini e donne precedenti. 
Come uscire fuori da questo circolo vizioso? 
Nel vedersi in primis come persone. 
Anime, svestite da corpi. 
Un po' come angeli, un po' quali spiriti. 
Si eviterebbero cosi' tanti fraintendimenti, erronee interpretazioni, voli pindarici. 
Stupide competizioni dall'universo femminile, stolte rigidita' dal pianeta maschile. 
Ma per chi vuole essere realista, questo e' il mondo pragmatico, scevro da utopie, con le risorse umane disponibili.  
L'amore cosmico ha ancora passi da gigante da compiere. 
Si inciampa, si cade, ci si risolleva, e si riprende il cammino. 
Soli, a piedi nudi, sanguinanti dai rovi, un uomo e una donna si incontreranno. 
Forse, se avranno il coraggio di camminare scalzi. 
Uno verso l'altro.














(Roxana Saberi)