giovedì 17 agosto 2023

L'orsetto mascherato

Vorrei sapere perchè alla mia nipotina di cinque anni che ha accompagnato la mamma in ambulanza e al pronto soccorso, non potendo certo essere abbandonata a casa da sola e in attesa che i familiari potessero prelevarla, è stato imposto l'uso della mascherina, sia in ambulanza che al pronto soccorso. 
La bambina non ha ancora sei anni e già preoccupata per la madre che stava male ha dovuto subire l'imposizione della mascherina, nonostante che la mamma avesse avvisato sull'età della bimba.
La bambina già stressata dal brusco risveglio all'alba e in ansia ha riferito che si sentiva soffocare e che in ambulanza le hanno detto che se non la metteva si ammalava anche lei.
Trovo assurde ancora queste disposizioni nonostante le circolari ministeriali, soprattutto per una bambina di cinque anni che accompagnava la madre che non aveva alcun sintomo Covid ma malessere di altra natura.
Per poi sentirsi dire dagli infermieri (a quale titolo?!) che poteva prendere un antidolorifico e non chiamare l'ambulanza, ma una ragazza madre con forti dolori e la sensazione di svenire e con una bimba piccola, dopo ore di tormento e all'alba che altro poteva fare?!
Oltre a dover pagare sicuramente un codice assegnato come non urgente, quando poi ci si scandalizza dei pronto soccorso a pagamento, nonostante si paghino le tasse per il servizio sanitario nazionale.
Ovviamente la bambina è stata prelevata dal pronto soccorso nel minor tempo possibile, lasciando alla mamma per compagnia il suo orsacchiotto, anch'esso con la mascherina.
Nulla da eccepire invece sull'assistenza medica, solo un consiglio a certi amministratori e dirigenti: fatevi curare, ma da uno bravo!

giovedì 18 maggio 2023

Giochiamo a Peppa Pig

Campagna modenese stanotte passa la Protezione Civile che allerta sul canale tracimato sulla strada quindi meglio spostare le auto per non restare bloccati.
Grazie all'avviso e all'aiuto dei vicini si svegliano i bambini in piena notte e coi stivaloni di gomma si portano le automobili altrove.
Nuovamente al mattino si calzano gli stivali e si va al parcheggio con la gioia dei bambini che sguazzano nel fango come Peppa Pig.
Ma i veri maiali stanno altrove.
Sono quelli della mancata manutenzione a fossi, canali e fiumi; sono quelli dei carenti investimenti sulle casse di espansione; sono quelli del taglio degli alberi sani per edificare e cementificare; sono quelli dello sfruttamento selvaggio del suolo in nome di lucrosi appalti dei compagni affaristi.
Non esiste un modello Emilia come non esiste un partito italiano che tuteli e salvaguardi ambiente e vita.
Ai bambini raccontiamo che sguazziamo nel fango e giochiamo a Peppa Pig come nel film La vita è bella in cui Benigni occulta gli orrori della guerra con la fantasia.
Chi perde paga pegno, ma vale solo per i comuni mortali e non per lorsignori politicanti.
In palio c'è la sopravvivenza.

sabato 22 gennaio 2022

Una cosa che va detta in silenzio

Si parlava con mia figlia di Nanà.
La cagnolina adottata da diciassette anni che ormai assai vecchia inizia a dare segnali di decadimento.
La mia nipotina di quattro anni che ci stava ad ascoltare si avvicina all'orecchio della mamma e le sussurra qualcosa.
- Una cosa che va detta in silenzio - precisa la bambina.
Le ha mormorato che se Nanà continua così secondo lei morirà.
Poi ha aggiunto che quando Nanà se ne andrà disegnerà un bel biglietto di saluto coi brillantini per la cagnolina.
Io le rispondo che chissà dove sarà a correre Nanà, poi.
Ecco, per i bambini la morte è una cosa che va detta in silenzio.
Ed è tutto ciò che ancora non hanno imparato gli adulti.

giovedì 9 dicembre 2021

Green Prezz

Oggi la mia nipotina di quattro anni mi sbarra la porta della camera e con una sorta di scanner giocattolo mi dice: 
- Non puoi passare se non hai il Prezz! - 
E poi mi porge una finta card con qualche banconota e moneta.
Me la fa inserire nel suo gioco lettore e ritira pure i soldi.
Le rispondo che la nonna passa lo stesso anche senza il Prezz! 
Ma riflettendo credo che abbia colto in pieno il senso del Green Pass.
Che in fondo è solo il prezzo della libertà svenduta.









martedì 12 ottobre 2021

Un pass alla volta verso la dittatura

Domani è il mio ultimo giorno in presenza al lavoro.
A tre mesi dalla pensione e dopo 41 anni di contributi.
Non perchè vado in pensione ma poichè mi impediscono di entrare al lavoro.
Mi sospenderanno lo stipendio e per me questo è un ricatto inaccettabile.
Non volevo andarmene così, ma me ne andrò a testa alta e coerente con me stessa.
Penso che il fascismo non sia nelle piazze ma nei palazzi.
E credo che Pasolini e Oriana Fallaci mi darebbero ragione.
Per me antifascismo non è sfilare con le bandiere ma lottare ogni giorno contro ingiustizie e prevaricazioni.
Purtroppo il popolo italiano è dei tengo famiglia.
Tutti tengono e tenevano famiglia, anche i nostri nonni partigiani.
Ma è più comodo trovare le strade traverse, del paraculismo, degli agganci, dei privilegi, delle parrocchiette sindacali e di partito.
Io da venerdì mi sentirò antifascista.
Più povera e più cogliona, ma dignitosa ed orgogliosa.
La rabbia e l'orgoglio.
Sento persone mansuete, apolitiche, apartitiche, che nutrono e crescono un rancore dentro, come mai nella storia d'Italia, anche nei peggiori anni di piombo.
Vedo un Paese allo sfascio, e non fasci littori di passata memoria.
Tocco ogni giorno con mano quel fascismo strisciante che si chiama liberismo, capitalismo, e che appartiene a destra e sinistra.
Ognuno si immola sul Calvario che sceglie.
Io mai coi Giuda e Barabba.
Mentre voi muti e chini al giogo, sudditi e schiavi.
Io venerdì potrò cantare libera dai vostri legacci Belli ciao.



sabato 14 agosto 2021

Emergenza planetaria ciao Gino

 

Ciao Gino.

Un uomo, un medico, un'epoca. Dei valori. 
Il simbolo di ciò che è andato - è stato - disperso.
Con la complicità dei ciarlatani politici che ora ti elogiano, mentre quando eri in vita non ti consideravano o ti osteggiavano. 
Gli stessi ciarlatani che hanno distrutto la sanità pubblica privatizzandola. 
Quei medesimi pagliacci che non valgono un centimetro della tua statura di Uomo e Medico. 
Ed ora siamo in balia di questi figuri, la nostra salute e quella dei nostri figli e nipoti.
Colpevoli anche noi stessi, di non avere difeso i nostri diritti, i nostri valori, che sono poi quelli umani.
Pensavamo e volevamo un mondo migliore, ci ritroviamo nel peggiore dei mondi possibili. 
Dovrebbero studiarti nei libri di storia e scienze, come esempio e modello di cittadino italiano e del mondo. 
Ma non accadrà, la memoria è obnubilata o ad intermittenza, accesa o spenta a seconda della convenienza. 
Nonostante tutto la tua luce rimarrà ad illuminare questi tempi bui, oscuri, ove vigono per decreto l'interesse ed il profitto, e l'oblio su umanità e solidarietà.
L'Emergenza non è mai stata così globale e universale. 
Ora tocca a chi conserva ancora un poco di memoria storica continuare la tua battaglia pacifica, e tramandarla alle nuove generazioni. 
Il popolo italiano e cosmopolita ti ringraziano. 
Per l'ultimo saluto non funerali di Stato ma il riconoscimento universale da parte di quello Stato Sociale e di Diritto, che ti sei conquistato ed ai quali hai dedicato la tua vita.

domenica 21 marzo 2021

Vera


Vieni

Esaudita

Rarità

Amore 






Il 25 dicembre 2017 sono diventata nonna di una splendida bambina, Vera.


martedì 8 dicembre 2020

Rimpiangendo Villa Arzilla

Mia figlia, dopo un corso e uno stage come animatrice in una Rsa, finalmente ha un contratto a tempo determinato. 
E subito dopo scoppia la pandemia. 
La prima ondata non ha colpito la Rsa, nonostante l'impreparazione a livello mondiale per un virus inaspettato e sconosciuto. 
Mia figlia ama il suo lavoro, si affeziona ai suoi nonni - come li chiama lei - nonostante la paura del virus non manca un giorno dal lavoro. 
Poi arriva il sospirato contratto a tempo indeterminato.
E subito dopo giunge la seconda ondata di pandemia. 
Che trova struttura ed operatori più preparati e consapevoli, con mascherine, visiere, guanti, visite dei parenti protette come da protocollo. 
Mia figlia non lesina di collaborare per garantire la tutela nella struttura, si presta al ricevimento dei parenti per gli ospiti, lava le mani col gel agli anziani cambiandosi ogni volta per singolo nonno i guanti. 
Poi comincia ad essere preoccupata, sei anziani febbricitanti e in isolamento. 
Finalmente arrivano i tamponi e si riscontra la positività al virus. 
Anche mia figlia risulta positiva sintomatica. 
Trascorre l'isolamento in casa, senza cure né terapie, e contiamo i giorni di angoscia e terrore, con la speranza che vada tutto bene. 
Perchè nessun medico si reca a visitarla, nè il medico di base nè le fantomatiche Usca, che in due settimane di quarantena l'hanno contattata telefonicamente due volte.  
Mia figlia ha ventinove anni, e una bambina di due anni. 
E nonostante il virus, piange quando conta i suoi nonni morti. 
Mentre la sua direttrice fa l'operatrice sanitaria, in supplenza del proprio personale contagiato. 
Poichè i vecchi sono vuoti a perdere, muoiono in struttura, non negli ospedali. 
E non si sa nemmeno se vengono conteggiati tra i morti causa Covid. 
La seconda ondata si poteva evitare, con la volontà del Governo e delle Regioni, ma i morti non votano.
E per i politici contano i voti elettorali, degli esistenti in vita. 
Con codesti presupposti, certamente arriverà anche la terza ondata.
Trascorsi ventun giorni di isolamento, occorrenti per ottenere un tampone negativo, mia figlia su propria insistente richiesta si reca finalmente dal medico, per farsi auscultare i polmoni, dato che ha una tosse stizzosa che di notte sdraiata non la fa riposare.
Si è fatta prescrivere i raggi al torace e un elettrocardiogramma, grazie al cielo con esito negativo, ovviamente versando il suo obolo in ticket al servizio sanitario nazionale.
E ripreso il lavoro.
Ognuno sta solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.

giovedì 27 agosto 2020

Palla avvelenata

 

In Italia la prevenzione Covid non esiste nemmeno per i bambini.
Ho la nipotina di due anni e mezzo con febbre a 37,4 e raffreddore. 
Si comincia col calvario di telefonate ai call center.
La sostituta del pediatra non l'accetta in ambulatorio e non la visita a casa, dichiarando che c'è un protocollo in merito. 
Contatto l'ufficio informazioni dell'Asl locale che mi riferisce che è a discrezione del medico visitare o no il bambino. 
La Regione al numero regionale informazioni asserisce che in effetti c'è un protocollo e conferma la discrezionalità del medico. 
Il numero del Ministero della salute dedicato al Covid riconferma i medesimi concetti, suggerendo di rivolgersi alla guardia medica pediatrica in caso di aggravamento. 
Nella mia città non esiste la guardia medica pediatrica, quindi resta solo la guardia medica dalle venti di sera, che non viene a domicilio e visita in struttura ospedaliera, o recarsi al pronto soccorso o chiamare un'ambulanza; ma col rischio di contagio conviene evitare se possibile. 
Oppure infine chiamare un pediatra a pagamento, ammesso e non concesso che sia disponibile alla visita domiciliare.  
Questa è la sanità locale, regionale, nazionale. 
Alla faccia della prevenzione Covid, da cittadina italiana mi domando cosa paghiamo le tasse a fare.

domenica 24 maggio 2020

La ragazza col violino


Come i criceti che corrono in gabbia sulla ruota facciamo da cavie. 
Questa è in realtà la fase due dell'epidemia. 
Non c'è cura, non c'è vaccino, si salvi chi può, d'altronde il plasma è a costi zero e non fa guadagnare le lobby farmaceutiche e i politici, coi loro tecnici. 
I media asserviti ora mostrano come è bello tornare a lavorare, con mascherine, guanti, e sanificazione, che se fossero bastati non avrebbero procurato tutti quei morti, nel personale sanitario e nelle Rsa. 
Ci raccontano che muoiono solo i vecchi con patologie pregresse, e che adesso vige la responsabilità individuale, del tipo te la sei cercata come in caso di stupro. 
Invece non è così, perchè ci sono responsabilità civili e penali, dei datori di lavoro e degli amministratori pubblici, in caso di infezione da Covid 19, così come accade negli infortuni sul lavoro. 
Tu puoi dimostrare che hai applicato tutti i protocolli, ma se io mi ammalo, tu devi dimostrare che io non ho seguito i protocolli. 
E siccome sei tu che mi obblighi a tornare al lavoro, si vedrà la legge che sentenzia in merito. 
Anche se la legge spesso è prona alle leggi del mercato, alla politica, ai partiti. 
Invece di favorire lo smart working - come invece raccomandano il Governo e le istituzioni scientifiche - subito il Pd in Emilia Romagna tuona di tornare tutti al lavoro, con circolari e direttive locali. 
Quante saranno le pecore - per l'immunità di gregge - coloro che sacrificheranno la propria salute e vita quali bestie immolate sull'altare del mercato e della politica? 
Saranno numeri a rischio calcolato - come in guerra - i vuoti a perdere del sistema, le vittime marchiate virtualmente come animali al macello o ai tempi del nazismo. 
Ci siamo già dentro, in un sistema che non solo non salvaguarda la libertà di vivere ma nemmeno quella di morire. 
Poichè se ti infetti sei soltanto sfortunato, non è colpa di nessuno, d'altronde devi pure mangiare, respirare, anche se con la mascherina. 
Poi se ti viene la febbre muori da solo in casa come un cane rabbioso, con la bava alla bocca perchè ti manca l'aria, o in ospedale con la bocca spalancata e gli occhi che piangono sangue. 
Nessuna cura, nessun dottore a casa, alcuna medicina, verrai bruciato come un appestato, e i tuoi cari nemmeno sapranno come sei morto e dove seppellito. 
Meglio non sapere, solamente pagare la fattura della cremazione. 
Ciò che conta è che ora che le terapie intensive si stanno svuotando, son pronte a riempirsi di nuova carne da macello. 
E sarà pure colpa tua, che ti sei contagiato, non di chi ti ha obbligato a buttarti quale kamikaze nel rifiuto organico. 
Priva della libertà per due mesi le persone e poi anche andare a lavorare pure a rischio della vita sembrerà un volo fantastico. 
Non per nulla la manipolazione dell'informazione l'ha inventata la propaganda nazista. 
Nel libro La ragazza col violino, la giovane Allegra scoprirà la storia della nonna, scomparsa in un lager.
Oggi i nonni scompaiono nelle case di riposo.